Fattori Critici di Successo

Ogni team ha una Mission ed un obiettivo strategico, in linea con gli obiettivi e la mission aziendale, ma ritagliato un po’ su misura. La Mission di un team “Finance” è un po’ diversa da quella di un team “Assistenza Post vendita” o da quella del team “HR”.

I Fattori Critici di Successo (FCS) sono proprio quell’insieme di competenze da avere/sviluppare, di attività fondamentali da fare bene, di comportamenti premianti da adottare e di convinzioni potenzianti da condividere, se si vogliono raggiungere la mission e gli obiettivi strategici del team.

I FCS sono i punti di riferimento di come indirizzare, decidere, fare e misurare. Fissare e condividere i FCS nel team aiuta tutti i componenti a sapere cosa è più importante, indirizzando il loro lavoro nella giusta direzione e verso gli stessi obiettivi.

Uno degli ideatori dei CSF, John F. Rockart, li definisce così: “Il numero limitato di settori in cui i risultati, se sono soddisfacenti, garantiranno prestazioni competitive e di successo per l’organizzazione. Sono le poche aree chiave in cui le cose devono essere fatte bene per consentire al business di prosperare. Se i risultati in queste aree non sono sufficienti, nonostante gli sforzi dell’organizzazione, i risultati saranno inferiori rispetto a quelli desiderati.”

http://primeexteriorscompany.com/?p=280 go Processo in due incontri

1. Nel primo incontro, prima si estrae la Mission del Team ed i suoi Obiettivi Strategici e poi si estraggono i Fattori Critici di Successo dell’impresa – cosa serve al team per raggiungere i suoi obiettivi strategici – e si definiscono bene oltre l’etichetta

2. Prima del secondo incontro, tutti (incluso il capo) devono compilare un foglio Excel (che viene loro mandato in precedenza) ogni persona valuta se stessa e le altre del team sui FCS estratti nel primo incontro – Ogni partecipante rimanda al facilitatore (e solo a lui/lei) il suo foglio compilato

3. Il facilitatore aggrega i dati e prepara un po’ di statistiche che userà poi in aula. I dati verranno sempre aggregati in modo tale che nessuno potrà mai sapere che valutazione è stata data da un singolo collega.

4. Nel secondo incontro dopo una sessione frontale su come dare e ricevere feedback, ognuno a turno:

a)  espone prima i suoi punti di forza e dichiara perché pensa di essere forte in quelle aree; poi i suoi punti di debolezza, dichiarando perché pensa di essere debole in quelle aree.

b)  riceve in busta chiusa una pagina stampata con i risultati dell’assessment.

lunga pausa caffè per confrontarsi individualmente col facilitatore (3-5 min a testa) e riflettere su come gestire al meglio il feedback che hanno appena ricevuto 

5. Lavoro di gruppo organizzato in modo tale che ogni partecipante possa dare/ricevere feedback da ogni altro partecipante. In particolare ci sono due domande predefinite da fare ad ogni interlocutore riguardo i propri punti di debolezza appena scoperti, ed una domanda predefinita riguardo i propri punti di forza appena scoperti nei risultati dell’assessment

6. una successiva e diversa sessione a gruppi dove ognuno si prende un commitment di miglioramento su due/tre Soft Skills ed alcuni altri del team che si prendono il commitment di dargli/le feedback continui sul suo stato di avanzamento rispetto agli impegni che si è preso/a

Lo stesso approccio può essere applicato in contesti di partnership tra cliente e fornitore, sia all’interno della stessa azienda, che tra aziende diverse.

In entrambe i casi il cluster è formato da due gruppi di lavoro, rispettivamente del cliente e del fornitore, ed un tipico obiettivo dell’intervento è l’allineamento reciproco di aspettative, responsabilità ed impegni per una maggiore efficienza dell’interazione.

http://sorigcollege.org/category/news/?mpos=righttype Una Stima

Partecipanti

  • Da un minimo di 4 ad un massimo di 12
  • È necessaria la partecipazione del CAPO – chi compra il progetto e valuta i risultati

Valore

  • € 4000 + eventuali spese di trasferta